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![]() L'edizione più magica. Vedere per credere. Magia. Magia e sciamanesimo. Fate e rituali. Il cinema da sempre illumina e racconta le emozioni e la meraviglia dell'ignoto. Il cinema, evento circense che fin dai tempi del muto coniuga l'immaginario camp allo stupore delle emozioni, quest'anno ci accompagna in un viaggio che riparte dal bianco e nero dei film di Mèlies. Alla scoperta di quel mix di spiritualità e omosessualità che ritroviamo cosi' radicato nelle culture e nelle tradizioni favolistiche, tribali e non. E' Claire, il film di Milford Thomas il piccolo gioiello di coerenza stilistica e filologica che inaugura questa edizione dedicata al mondo delle fiabe e dei sogni, della cabala e della superstizione. Girato in bianco e nero, nel classico stile del cinema muto, il fim e' accompagnato dall'esecuzione dal vivo di un'orchestra di undici elementi. E la partitura originale scritta da Anne Richardson, accende la magia di una favola ispirata ad un antico racconto giapponese. C'era una volta una coppia di vecchi contadini, Joshua e Walt e sui loro volti segnati dal tempo si legge la felicita' dell'amore che dura senza eta'. Siamo nel Sud degli Stati Uniti, e i due hanno un sogno, un desiderio: avere una figlia. E come d'incanto una notte verra' esaudito. Mai come quest'anno i film rafforzano il binomio letterario classico amore-sogno. Leggeri e impalpabili, intensi e drammatici come lo sono i nostri sogni quotidiani, cosi' sono gli amori di cui ci parlano Yossi & Jagger, l'atteso film israeliano di Eytan Fox ambientato sulle alture del Golan, tra Israele e Libano, dove un distaccamento di soldati israeliani presidia il confine. Un film che emoziona, che sa raccontare l'universale intensa umanita' e il dolore dell'amore. O Tan de repente, che segue le rapide mutazioni emotive di tre giovani donne argentine in fuga. O il canadese Girl King, che coniuga il cinema indipendente e sperimentale con un'esplorazione ironica e tagliente degli stereotipi di maschile e femminile, in una rilettura insolita della tradizione salgariana in cui i pirati che infuocano i mari sono interpretati da seducenti drag kings. Sono davvero tenere e commoventi le cinque vecchiette del giapponese Lily Festival di Sachi Hamano, commedia romantica sull’amore saffico che può sbocciare anche a settant'anni. Dai sogni fino alla realta', quella che il canadese Brad Fraser (autore di Resti umani a teatro per intendersi), illustra nel suo film d'esordio, Leaving Metropolis. Raccontando le nostre crisi di identita', non dimenticandosi della storia contemporanea dell'Aids, dando voce, come sa fare solo lui, alle frenesie dei nevrotici trentaquarantenni metropolitani. E quella di Ma vraie vie à Rouen, dei francesi Ducastel & Martineau, che attraverso il rituale ossessivo dello sguardo del bello e giovane Etienne, accende i nostri ricordi di quei momenti cosi intensi e irripetibili, quelli della scoperta del primo amore, dell'ossessione e dei rituali dell'adolescenza e dei suoi immutabili tormenti. E poi Luster, cosi' sexy e cosi' poetico, con tutti quei corpi che si rincorrono incapaci di incontrarsi, di fermarsi ad amare. E poi l'est/ovest di Los novios Bulgaros e Varuh Meje. Fino a Food of love di Ventura Pons, che illumina l'amarezza del minimalismo di Leavitt di una commovente luce malinconica. Passando attraverso i tanti cortometraggi, quelle piccole storie che affascinano per immediatezza ed intensita'. Infine il documentario Ruthie and Connie, la storia d'amore (dolcissima) di due coraggiose donne cinquantenni che nel nome dell'amore stravolgeranno il corso della loro vita. E i capitoli cosi poco raccontati della nostra storia, con Brother outsider dove Bayard Rustin, pacifista afroamericano, discepolo della non violenza gandhiana, arrestato nel 1953 come "pervertito sessuale", riesce a non interrompere la sua attività politica fino a diventare consigliere del giovane Martin Luther King. Pochi lo sanno. E poi Des hommes e des dieux, la storia haitiana dei "masis" (i gay locali), che emarginati da una societa' fortemente intollerante, diventano protagonisti dei rituali liberatori che sono il cuore della locale religione voodo. In un pasticcio di tradizione cattolica missionaria e paganesimo selvaggio, sono i "masis" i protagonisti, le sacerdotesse che si scatenano in danze sfrenate, strumento di comunicazione, veicolo di incontro tra l'umano e il divino. Anche per noi come ogni anno non mancheranno le occasioni per esprimere il pensiero con il corpo nelle numerose feste che celebrano la cultura queer. Tra presentazioni di libri, l'addio alla traduzione simultanea e l'arrivo dei sottotitoli elettronici, gli incontri con filmmaker e con gli autori della nuova antologia Men on men 2 edita da Oscar Mondadori. E' quindi con la stessa ingenuita' con cui si invoca la divinita' che ci prepariamo con occhi stupiti ad emozionarci, ad aprire il cuore e la mente, a riflettere sulla nostra storia. Arricchiti dall'energia della dimensione onirica e dell'immateriale con cui da sempre immaginiamo un mondo piu' giusto e piu' umano. Implorando per i nostri sogni con i nostri corpi e le nostre coreografie contemporanee, invocando la dea Erzuli' divinita' haitiana dell'amore, protettrice dei "masis". When the sun goes down. Buone visioni. Giampaolo Marzi Per informazioni sul festival: info@cinemagaylesbico.com Segnalazione problemi tecnici sito web: webadmin@cinemagaylesbico.com |
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